venerdì 4 settembre 2015

Clarissa - Sesta parte


La famiglia Stevenson, come del resto l’intero villaggio, fu stupita dal ritorno dei Wellings in compagnia di un irlandese sconosciuto e, soprattutto, a seguito dell’interessamento del signor Sewer. Susan, infatti, quando ne venne a conoscenza tramite sua madre, all’inizio non riuscì a crederci e, meditabonda, si richiuse in un mesto silenzio. Sua sorella Beth, che intuiva lo stato d’animo di Susan, alla fine, mentre si stavano preparando per la notte le disse per tranquillizzarla:
«Susan credi davvero che il signor Sewer abbia fatto quel viaggio solo per Clarissa? Dimenticandosi così dell’etichetta e delle sue maniere da gentiluomo? Io non credo…»
La sorella la guardò per un secondo e poi senza guardarla le rispose:
«Da quello che ha detto maman è andata proprio così. Il signor Sewer è andato in Irlanda solo per lei»
Enfatizzando quel “lei” con una smorfia di disgusto. Beth, fingendo di non notare il comportamento stizzoso di Susan, continuò stavolta con enfasi:
«No, secondo me ti sbagli. Se fosse così il signor Sewer non avrebbe aspettato più di un mese dalla partenza di miss Wellings. Di sicuro sarebbe corso da lei dopo qualche giorno. Oltretutto maman ha detto che la contessa di Cruny, depressa dall’arruolamento del signor Bresbee, ha incaricato proprio il signor Sewer di riportare indietro miss Wellings dato che lei è…una conoscenza del nipote. Sono certa che il signor Sewer ha agito così solo per condiscendere al volere della contessa.»
«Miss Wellings una conoscenza del signor Bresbee?! Tanto rumore per nulla Beth! Credimi il signor Bresbee non la considerava di certo una propria conoscenza ma solo una nostra conoscenza e nulla di più. L’agire della contessa di Cruny è sicuramente stato frutto di un fraintendimento. Comunque il signor Sewer, se come dici tu, ha agito in nome della buona fede della contessa, allora non c’è nulla di riprovevole. Inoltre quell’irlandese…da quello che ho sentito dire da maman è il fidanzato segreto di miss Wellings! Non mi stupisce affatto che lei non ne abbia fatto parola con noi! Oh Beth ti ringrazio! Ora sono molto più tranquilla. Il mio signor Sewer è al sicuro dalle mire di quella borghesina!»E così le due ragazzine si addormentarono ridacchiando e discorrendo in tal modo fino a sera inoltrata.
Le notizie che avevano ricevuto dalla loro maman erano però solo frutto di dicerie e di chiacchiere, che di bocca in bocca, si erano ingigantite a dismisura. Ormai tutti al villaggio erano convinti che l’operato del signor Sewer era stato influenzato dal volere della contessa e che il nuovo venuto, il signor O’Connor, fosse il fidanzato segreto di Clarissa. La famiglia Wellings, ignara di quel chiacchiericcio che animava le conversazioni dei nobili dei dintorni, riprese la sua abituale routine non prima di aver fatto visita alla contessa di Cruny mentre O’Connor, che non aveva motivo di seguire la famiglia, cominciò a familiarizzare con i fattori locali.
La visita dei Wellings ruppe, per qualche ora, la monotona e tediosa vita della contessa che, immersa nel turbamento dovuto alla scomparsa del suo bel nipotino, non faceva altro che leggere la gazzetta del giorno sospirando a malincuore della sua cattiva sorte.
Furono così accolti con un’affettuosa cortesia che mrs Wellings non le aveva mai notato fino ad allora. Conclusisi i convenevoli la contessa li aggiornò sull’andamento della guerra oltre Manica con un tocco di cupa teatralità che ai tre ospiti parve esagerata.
«Notizie orribili! Orribili miei cari! La guerra sta andando male per i francesi! Un’ecatombe, un disastro e pensare che Arthur è uno di quei poveri disgraziati! Oh che destino nefasto! Che orrore!»
Mrs Wellings, più curiosa che preoccupata, la interruppe con garbo chiedendole se avesse notizie dal fronte da parte del nipote ma la contessa, evidentemente contenta di tale domanda, accalorandosi le rispose con enfasi:
«Oh Mrs Wellings! Che sciagura non poter avere notizie di mio nipote! Sono passate alcune settimane e ancora dal fronte nulla! Solo la gazzetta ne parla!»
E a queste parole la donna scoppiò in lacrime e in un modo assai fragoroso e inaspettato che i tre ospiti ne rimasero assai impressionati. Clarissa, osservando la scena pietosa, si stupì nel notare nel comportamento della contessa, una certa enfasi innaturale come se in realtà la donna stesse recitando una parte e che, nei pensieri della giovane, si accomunava ai lamenti poco decorosi delle donne che seguivano il corteo funebre. In contrasto con il suo carattere riservato quello scoppio di emozioni irritò notevolmente Clarissa che, impulsivamente, disse alla contessa in lacrime:
«Tali emozioni non mi sembrano motivate contessa. Sono certa che il signor Bresbee sta bene e sono certa che non abbiate ricevuto alcuna sua notizia solo a causa del malfunzionamento della posta.»
«Mia figlia ha ragione contessa! Non c’è ragione di disperarsi tanto.»
Le fece eco la madre. La contessa, stupita nel vedersi chiudere la bocca in tal modo, smise subito di piagnucolare e, irritata nel constatare che i suoi ospiti avevano ragione, si soffiò il naso con stizza e cambiò decisamente discorso. A questo punto fu interpellato mr Wellings che, muto fino ad allora, dovette interloquire, di malavoglia, con la contessa. Le chiacchiere sul nuovo arrivato erano infatti arrivate, tramite ovviamente la premura di mrs Stevenson, alle orecchie della donna che si interessò alla notizia con la stessa enfasi con cui, pochi momenti prima, aveva parlato del suo caro nipotino.
«Allora Mr Wellings come si trova il vostro nuovo ospite? Ho sentito che è irlandese e che è il figlio adottivo del vostro amico…il signor O’Sallivan mi pare»
«Sì è come dite contessa», rispose al quanto stupito mr Wellings.
«E come si trova qui da noi?» Continuò la contessa.
«Bene suppongo…»
«Immagino sia qui per affari» e così dicendo guardò ammiccando verso Clarissa. Mr Wellings, intuendone il significato, si schermì leggermente offeso e le rispose:
«I suoi affari coincidono con i miei d’altronde è qui in vece del signor O’Sallivan che, a causa di altri impegni pregressi, non è potuto essere qui.»
La contessa a questo punto, stupita, non continuò il discorso e con disinteresse prese a parlare dei fatti generali accaduti durante l’assenza dei Wellings. Notizie di nessuna importanza che resero la conversazione alquanto penosa. Solo l’arrivo del the con i famigerati pasticcini ammuffiti parve ridonare animo ai tre ospiti e così si concluse la visita dei Wellings al castello della contessa di Cruny.
Le informazioni ricevute dalla contessa furono, durante il ritorno in carrozza, argomento di biasimo e disgusto da parte di mrs Wellings:
«Mi domando il motivo di tale congettura», ripensando all’uscita della contessa riguardo Clarissa e l’irlandese e, notando che i suoi familiari non la stavano ascoltando, continuò con più brio:
«La cosa non mi stupisce affatto! La contessa deve aver congetturato solo tramite le maldicenze e le chiacchiere di qualcun altro, del resto non è certo un’aquila in tali frangenti. Ma chi poi ha messo in giro queste assurdità lo vorrei proprio sapere! Clarissa che cosa ne pensi?»
La giovane guardò sua madre dubbiosa, in verità non aveva motivo di avere invidie o nemici di sorta anche se il ricordo dei discorsi delle sorelle Stevenson alla festa di Bresbee accesero in lei un certo risentimento. Non ne parlò però con la madre che, d'altronde, aveva già cambiato argomento e tono di conversazione:
«Poteva certo risparmiarsi quella commedia! Piagnucolare in quel modo! Ho avuto vergogna per lei e per fortuna non era presente mrs Stevenson! Sia ringraziato Dio!»
Mr Wellings la guardò con curiosità e le chiese il motivo di tale affermazione.
«Mio caro è ovvio che avrebbe rincarato la dose con quella lì al suo fianco. Non lo sapete che mrs Stevenson è la donna più empatica dei dintorni?! Di certo le avrebbe retto la parte e solo per pura compassione, anzi no per puro divertimento!»
«Non credo, anzi sono certo che in simili circostanze si sarebbe comportata come noi», le rispose in tono pacato il marito.
«Sì certo…comunque per quanto mi riguarda, solo mrs Stevenson ha tutte le ragioni per mettere in ridicolo nostra figlia»
«In che senso?» Le chiese stupito suo marito che non capiva ora di cosa stesse parlando, come del resto Clarissa che la guardava basita.
«Ma è chiarissimo! Mrs Stevenson ha saputo che eravamo tornati con l’irlandese e in compagnia del signor Sewer e questo l’ha messa in allarme perché è chiaro che ha delle mire sul signor Sewer, questo mi sembra lampante, e la notizia del suo viaggio in Irlanda l’ha messa ancora di più in agitazione. Di conseguenza l’apparizione di un irlandese è stata una manna dal cielo per le congetture della sua fantasiosa testolina.»
«Non sono d’accordo», le rispose con garbo il marito che continuò in tono solenne:
«Mrs Stevenson è una buona donna e sono certo che le chiacchiere che ha influenzato l’opinione della contessa derivano dal popolino e non certo da lei o dalle famiglie benestanti. Mi dispiace ma la tua antipatia nei confronti di mrs Stevenson ti ha confuso.»
«Ah no mio caro! Sono convinta di quello che dico! Non è forse stata lei a dirmi che Clarissa se ne andava in Irlanda prima che noi, suoi genitori, ne sapessimo alcunché?!»
«Cosa c’entra ora questo discorso! È venuta a saperlo dalle sue figlie che erano con nostra figlia.»
«Sì ma non ha avuto remore nel dirmelo»
«Evidentemente pensava che fosse già tutto organizzato da noi e non che fosse un’idea di Clarissa.»
«Sciocchezze! Ha creduto bene di informarmi della cosa con così tanta leggerezza… ah che rabbia che mi fa quella donna! Così buona all’apparenza! Una serpe ecco cosa è!»
«Credo che tu abbia preso un abbaglio mia cara. Solo perché ti sta antipatico qualcuno.»
«Vedremo allora! La metterò alle strette, se è stata lei a mettere in giro quella voce allora è come dico io. E non credere che le figlie siano tanto meglio! Non ricordi forse il motivo della decisione di nostra figlia nel venire con noi in Irlanda? Beh un detto dice: “tale madre, tale figlia”.»
A questo punto mr Wellings, stanco nel controbattere, sbuffò e non rispose mentre Clarissa, che aveva ascoltato senza fiatare, si accorse che sua madre la pensava al suo stesso modo. Della famiglia Stevenson di certo non poteva più fidarsi.
Nel mentre furono in vista del loro villino e il trio si quietò all’istante nell’ammirare il paesaggio tanto caro in quell’ora pomeridiana.
***
Come è facile intuire la diceria del fidanzamento segreto tra Clarissa e l’irlandese arrivò anche alle orecchie di Sewer che, stupito da quella notizia, si chiuse nel suo studio per meditare sul da farsi.
Il viaggio di ritorno in compagnia di quello sconosciuto era stato, per il giovane inglese, a tratti una vera tortura. Ora, comodamente seduto sulla sua poltrona, era libero di analizzare gli sguardi del suo nuovo rivale, dato che Bresbee era scomparso dalla scena, e con disgusto ricordò il fare e le chiacchiere dell’irlandese quando questi aveva deciso di sedersi al suo fianco nel treno per Dublino. Un viaggio di poche ore ma che Sewer ricordò con stizza infinita.
Sedutosi proprio di fronte all’inglese O’Connor aveva subito iniziato a discorrere sebbene il suo compagno di viaggio non lo stesse ascoltando. Sewer, infatti, stava leggendo il giornale locale sperando in qualche notizia dal fronte prussiano. O’Connor, che si sentiva a disagio a causa dell’abbigliamento alla moda dell’inglese, decise di intavolare un discorso sulla guerra in atto. Sewer, con la coda dell’occhio, lo ascoltò distratto. L’irlandese, finito il suo monologo, decise di mettere alle strette il nobile irrompendo con una frase ad effetto che Sewer subito non capì dato il suo disinteressamento:
«Miss Wellings è davvero una ragazza fortunata!»
«Come?!»
O’Connor lo guardò sornione e continuò:
«Ha voi come amico. In fondo non mi stupisce la vostra venuta in Irlanda.»
«Non capisco perché avrebbe dovuto stupirvi il mio arrivo, in fondo conosco il vostro paese.»
«Sì lo so. Siete il proprietario di molti campi nelle vicinanze del mio villaggio. Il signor O’Sallivan mi ha parlato di voi.»
A questo punto Sewer ricominciò la lettura del giornale e O’Connor, leggermente offeso da quel gesto disse quasi tra sé:
«Questo signor Bresbee deve essere una persona davvero importante per miss Wellings se siete venuto qui apposta. Siete davvero un amico…»
Sewer lo guardò di striscio e, fingendo di leggere, gli rispose:
«Il signor Bresbee è il suo fidanzato. Avevo un obbligo d’onore verso di lui.»
A queste parole O’Connor spalancò la bocca dallo stupore e questo fece sorridere Sewer che continuò, stavolta guardandolo in viso:
«Pensavo che miss Wellings ve lo avesse detto.»
L’irlandese continuò a guardarlo senza rispondere. Nella sua mente ora c’era la confusione più totale. Sewer finalmente si sentì a suo agio ora che il silenzio era calato tra loro e che continuò fino all’arrivo in Inghilterra.
Ricordando ora quelle parole il giovane inglese si stupì di se stesso: non era da lui dire falsità. L’espressione dell’irlandese lo fece però sorridere e con calma aprì un libro. Pensoso cominciò a sfogliarlo ma la sua mente continuava a pensare a Clarissa insieme a quel O’Connor. Alla fine decise che ne avrebbe parlato a Clarissa di quella diceria, in fondo era inutile preoccuparsi ora.
A casa Wellings la tranquillità regnava sovrana. Mrs Wellings, intenta a leggere la gazzetta del giorno, si deliziava nell’ascoltare le melodie che Clarissa stava tentando, nel piccolo studio adiacente, di suonare al piano. La musica arrivava a tratti ed era intercalata dalle parole del maestro di piano che, con fare altero, cercava di trasmettere alla giovane qualche nozione di musica.
La lezione stava procedendo, al solito, a rilento dovuto allo scarso interesse di Clarissa nel pigiare i tasti del pianoforte a coda che un parente facoltoso le aveva regalato tempo addietro.
Mrs Wellings, che meditava tra sé sul successo che sua figlia avrebbe ottenuto in società se fosse stata in grado di finire una melodia, non si accorse della venuta del maggiordomo che dovette alzare la sua voce da vecchio per annunciare la visita del signor Sewer.
Il giovane, di lì a poco, entrò nel salotto e, con fare cortese, si tolse il cappello e salutò la donna che, sorpresa, lo guardò ammirata. Sewer, infatti, vestiva con modesta eleganza ma il suo portamento rispecchiava quello di un nobile d’altri tempi. Mrs Wellings fece accomodare il suo ospite e, subito, sentendo le note del piano provenire dallo studio, gli disse:
«Signor Sewer sono felice che siate venuto. Ormai la lezione di piano di Clarissa sta per terminare. Tra poco verrà a salutarvi, nel frattempo gradite un the e dei dolcetti?»
Il giovane la guardò e, sorridente, accettò di buon grado. Il maggiordomo, rimasto in disparte fino allora, colse l’ordine e, dopo qualche minuto, una cameriera portò tutto l’occorrente per una degna merenda estiva. Il the infatti era appena tiepido e i dolcetti erano delle prelibatezze che, di certo, superavano in gusto e aspetto quelli della contessa di Cruny. Mrs Wellings, assaporando il gusto di un pasticcino cremoso, non poté trattenersi dall’elogiare miss Stuart la cui pasticceria non aveva rivali. Ovviamente non riuscì a evitare di confrontare i suoi pasticcini con quelli della contessa e così, senza volerlo, raccontò della visita degli Wellings a casa della contessa. Sewer, incuriosito, lasciò parlare la donna che, tra un commento e l’altro, rivelò le dicerie riguardo Clarissa e l’irlandese.
Rimasto basito il giovane non riuscì a deglutire e scoppiò in un colpo di tosse che zittì Mrs Wellings. In quel momento uscì dallo studio Clarissa e il maestro che, entrambi, lo guardarono stupiti. Sewer si alzò e salutò i nuovi venuti con un certo impaccio mentre mrs Wellings elogiava il talento di sua figlia al piano. Non notando che Clarissa cominciava a divenire rossa d’imbarazzo, la madre spiegò al giovane i progressi della figlia ma poi, accortasi del maestro, decise di accompagnarlo alla porta e così i due rimasero soli. Senza la voce allegra di mrs Wellings il salottino piombò in un silenzio teso che Clarissa interruppe chiedendo al giovane come stava. Sewer, ancora in piedi, le rispose in modo vago e, non sapendo come continuare il discorso, cominciò a giocherellare col cappello che teneva in mano. Alla fine il giovane si avvicinò a Clarissa e le disse:
«Al paese tutti pensano che…l’irlandese sia una vostra conoscenza…»
In quel momento i loro occhi si incontrarono ma entrambi distolsero lo sguardo. Clarissa, alquanto agitata e con le guance in fiamme, gli rispose:
«Non è come pensate, lavora con mio padre.»
«Bene», fu la risposta sussurrata di Sewer che, felice, tirò un sospiro di sollievo. Poi, come per volersi scusare, le disse:
«Lo sapevo, voi non potevate essere la fidanzata di un contadino e di questo ne sono lieto.»
Clarissa, a questo punto, lo guardò incredula: perché non poteva essere la fidanzata di un contadino? Non era forse libera di scegliere chi sposare?
Sewer, sorridendole, la salutò con garbo dato che non aveva più motivo per rimanere ma la giovane lo fermò per un braccio ma non riuscì a dirgli nulla. Entrambi rimasero così immobili l’uno di fronte all’altro ma, d’improvviso, Sewer l’abbracciò di slancio e il cuore di lei accelerò in un istante. Fu però solo un momento perché il giovane se ne andò in fretta e solo il saluto di sua madre, ancora nel vestibolo col maestro, la fece tornare in sé.
È facile immaginarsi che entrambi i giovani passarono il resto della giornata immersi nei loro pensieri, felici come non mai. Il cambio d’umore di Clarissa fu notato da tutta la sua famiglia compreso O’Connor che, sospettoso, cercò di capire il motivo di quella contentezza. Clarissa era, come è facile intuire, il suo obiettivo finale e così tramava in segreto per farsi amico mr Wellings in modo da ottenere la sua fiducia.
Fino ad allora tutto era andato come previsto, solo l’affermazione di Sewer lo aveva lasciato interdetto. Se Clarissa fosse stata veramente fidanzata con Bresbee il suo piano amoroso non avrebbe avuto futuro tuttavia il giovane nobile si era arruolato al fronte e forse, come sperava O’Connor, era già morto. Non c’era dunque da preoccuparsi ma allora qual’era il motivo per cui Clarissa era felice? Il nome del signor Sewer ultimamente usciva sempre nei discorsi della giovane e quindi l’irlandese intuì che ci fosse del tenero tra i due. Il suo orgoglio decise per lui: avrebbe fatto ogni cosa in suo potere per rovinare il loro idillio.

Settima parte