martedì 15 ottobre 2013

L'utilità dei premi letterari

Tralasciando i pochi premi letterari a livello nazionale tipo il Campiello dove i libri vincitori arrivano effettivamente in libreria, spesso mi chiedo: sono utili tutti gli altri micro premi letterari? E soprattutto vincerli? 
Io credo di no. 
Ecco i motivi:
- i concorsi letterari in Italia sono tantissimi e spesso sono organizzati da case editrici piccolissime e sconosciute ai più. Se vinci fa curriculum (?!) ma poi il libro arriva in libreria? Viene pubblicizzato a dovere? Io fino ad ora non ho visto alcun libro vincitore di tali premi in libreria...; 
- la partecipazione è quasi sempre a pagamento (dai 20€ in su). Francamente pagare per essere letta mi sembra davvero assurdo;
- la giuria è costituita da emeriti e facoltosi sconosciuti. Sui bandi spesso c'è l'elenco della giuria composta da professori, giornalisti, filosofi ecc... che pochissimi conoscono. Insomma si va alla cieca;
- procedure di invio macchinose. L'invio tramite email non è consentito (e non capisco il motivo). E' invece obbligatorio inviare almeno 6 copie cartacee magari scritte in formato A5 e "opportunamente rielaborate ai fini delle migliori esigenze editoriali" (cit.); 
- bisogna fare attenzione al genere letterario e al range di caratteri (spazi inclusi) scritto sul bando. Guai a inviare raccolte di poesie o di racconti, biografie o saggi se il bando le vieta (e li vieta quasi sempre).
In ogni caso tutto il materiale inviato non verrà restituito ergo verrà eliminato/bruciato.
- dubbi sull'effettiva partecipazione del libro al premio. Questo è il mio più grande dubbio: tutti quei romanzi spediti in buona fede, dopo aver pagato la tassa di lettura e aver seguito fedelmente la procedura d'invio, vengono davvero letti e valutati dalla giuria? E chi vince è davvero uno scrittore emergente (un illustre sconosciuto mio pari) o è il solito raccomandato?

Come "artista", in quanto mi diletto a dipingere, vorrei fare ora un paragone con i "concorsi di pittura" ovvero le rassegne, mostre o fiere d'arte.
- alcuni sono "a tema" ma la maggioranza è a contenuto libero ovvero si può inviare qualsiasi tipo di soggetto dipinto; 
- l'invio delle opere ha una procedura ben precisa: si invia tramite email le foto delle opere al concorso e, se i dipinti vengono reputati interessanti, si viene ricontattati per la spedizione delle stesse con tanto di scheda d'adesione da firmare e la quota di partecipazione che, solo a questo punto, deve essere pagata. (dai 50€ in su).
- la visibilità delle opere in mostra è assicurata. 
L'ultimo punto è senz'altro il più importante in quanto gli artisti sono certi che le loro opere arriveranno al pubblico ed è questa la differenza sostanziale tra queste due tipologie di concorso. 
Non capisco poi perché non si possa creare un concorso letterario con la stessa procedura di una mostra d'arte. Lo scopo è in fondo il medesimo: arrivare al pubblico e quindi al potenziale acquirente. 

Ecco quindi la mia idea:
1 l'invio dei romanzi deve ricalcare la procedura per l'invio dei quadri ovvero si invia tramite email la sinossi e le prime venti o trenta pagine del romanzo e, solo se i romanzi vengono reputati interessanti, si viene ricontattati per l'invio dell'intero romanzo. Solo a questo punto la quota di partecipazione deve essere pagata. (che potrebbe benissimo essere facoltativa)
2 non c'è uno specifico genere letterario né un range di caratteri (spazi inclusi) da seguire. Qui è importante la qualità, non la quantità. 
3 apertura ai libri editi, già pubblicati con piccole c.e. o autopubblicati (non tramite c.e. a pagamento). 
abolire le giurie. Al loro posto creare tramite scrematura delle anteprime (vedi punto 1) una rosa di dieci o venti romanzi. La rassegna letteraria durerà perciò o dieci giorni o venti giorni. Ogni giorno si avrà quindi la presentazione di uno dei romanzi con intervista all'autore, lettura di pagine del libro, dibattito sulle stesso e così via.
nessun libro vince nulla ma la visibilità è garantita e probabilmente anche le vendite.

Questa idea mi sembra ancora un'utopia... Le case editrici infatti si sono fossilizzate sulla ricerca di sempre nuovi esordienti e di novità letterarie invece di puntare sui libri già editi che, spesso, non hanno una giusta pubblicità e cadono in poco tempo nell'oblio.
Nel frattempo eviterò con scrupolo tutti questi pseudo premi letterari che non valgono nulla, sperando che la mia idea venga letta un giorno da qualche addetto ai lavori e venga capita e, magari, attuata.
(Sì sogno a occhi aperti...)