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giovedì 30 agosto 2012

[lettura consigliata] "Ragione e sentimento" di Jane Austen

Trama: la famiglia Dashwood ovvero Elinor, Marianne, Margaret e la loro madre, sono costrette a trasferirsi poiché il loro fratello, sposandosi, ha ereditato la casa di famiglia. Le quattro donne lasciano così la loro terra natia, Norland, per abitare in un cottage a Barton Park nel Devonshire con l'aiuto di un loro parente. Elinor, la maggiore delle sorelle, lascia con tristezza Norland anche perché qui ha conosciuto il fratello di sua cognata: Edward Ferrars di cui è innamorata. Nel nuovo ambiente la famigliola presto si circonda di amici affettuosi tra cui un giovane affabile: Willoughby di cui la romantica Marianne si innamora con trasporto. La vita sembra sorridere alla giovane ma Willoughby, d'un tratto, decide di andarsene da Barton. Dopo varie vicende, Willoughby si rivela essere solo uno squattrinato in cerca di una donna ricca da sposare. Nel frattempo Elinor scopre che Edward è fidanzato segretamente con una giovane e che è deciso a proseguire il fidanzamento ma solo per mantenere la propria promessa. Alla fine, dopo alcune vicissitudini, Marianne troverà nel colonnello Brandon, che le è sempre stato accanto, un degno compagno di vita ed Elinor riuscirà a sposare Edward il cui fidanzamento è stato sciolto.

L'autore: Jane Austen nasce il 16 Dicembre 1775 a Steventon, nella contea meridionale dello Hampshire, settimogenita del parroco del villaggio, George Austen. Dopo alcuni scritti piuttosto esili, Jane Austen scrive, tra 1793 e il 1794, in forma epistolare la novella "Lady Susan" seguito da "Elinor and Marianne" (che verrà pubblicato come "Sense and Sensibility" nel 1811). Nel 1813 viene pubblicato "Pride and Prejudice" mentre "Emma" verrà edito nel 1815. L'anno seguente Jane Austen comincia a manifestare i primi sintomi della malattia che la porterà alla morte nel giro di poco più di un anno. Nel 1817 comincerà un nuovo romanzo: "Sanditon" che non terminerà.
Ambientazione: la storia si svolge prevalentemente nel Devonshire e a Londra.
Personaggi principali:

  • Elinor: ha diciannove anni ed è la sorella maggiore di Marianne. E' una persona molto giudiziosa ed è dotata di un'acuta intelligenza;
  • Marianne: è una persona sensibile e intelligente ma irriflessiva in ogni cosa;
  • Willoughby: è un giovane affascinante e allegro. Per certi versi molto simile, nel carattere, a Marianne;
  • Edward Ferrars: di carattere timido ha un animo leale e affettuoso;
  • Colonnello Brandon: ha più di trentacinque anni, di carattere serio e silenzioso e dai modi signorili. 
Linguaggio: lo stile è semplice e disadorno che enfatizza uno spiccato senso dell'umorismo e della parodia del mondo inglese dell'epoca.
Messaggio: "quelli che s'innamoran di pratica sanza scienza, son come 'l nocchiere, ch'entra in navilio sanza timone o bussola, che mai ha certezza dove si vada" (Leonardo Da Vinci)
Giudizio: come tutti i romanzi della Austen è un libro piacevole e intriso dell'umorismo tipico dell'autrice. La storia, dopo aver letto "Orgoglio e pregiudizio" ed "Emma", tende a essere un po' monotona tuttavia il dualismo delle due protagoniste rispecchia, da titolo, la ragione e la sensibilità e quindi i due approcci per vivere il sentimento amoroso. Per quanto mi riguarda sono proprio questi due aspetti che rendono molto interessante questo romanzo, al di là delle vicende narrate che riprendono i cliché già visti negli altri libri della Austen.
A chi lo consiglio: a tutti.

mercoledì 8 agosto 2012

[recensione] "I fratelli Karamazov" di Fëdor M. Dostoevskij

Vengo subito al dunque: non sono riuscita a inserire questo libro nella mia personale lista di "letture consigliate" semplicemente perché reputo questo romanzo dispersivo e a tratti noioso. So di andare contro l'opinione di molti per cui Dostoevskij è uno dei grandi scrittori di tutti i tempi ma, ahimè, per me è solo un bravo scrittore ma non il migliore.
Dopo aver letto "L'idiota" e "Delitto e castigo", che reputo dei romanzi apprezzabili, speravo che questo libro fosse all'altezza della sua fama di "miglior romanzo", "apice della scrittura di D." e via dicendo ma ho dovuto ricredermi. Innanzitutto l'autore si perde fin dal principio nel descrivere con minuzia di particolari tutte le vicissitudini dei personaggi compresi quelli secondari per non parlare delle storie di contorno che ho letto, lo ammetto, di sfuggita.
La trama comunque è semplice e si riesce (nonostante gli interminabili monologhi, discorsi filosofici-religiosi, descrizioni di fatti che con i protagonisti non c'entrano nulla) ad arrivare al fulcro centrale del romanzo ovvero all'omicidio di uno dei protagonisti. Ora non sto qui a descrivere l'intera trama ma è chiaro che alla fine, ovvero dopo ben mille e più pagine, viene svelato il nome del colpevole e viene, di nuovo, descritto in tutti i particolari del caso, il movente e le azioni dell'assassino.
In conclusione consiglio la lettura di questo libro, ma solo perché è considerato uno dei classici della letteratura.